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Via l'ICI? A Catania aumenta per il dissesto finanziario. Tolti i fondi al Sud Stampa E-mail
Scritto da Fabrizio Oliveri   
martedì 03 giugno 2008
 

ponte sullo stretto Una delle promesse di Berlusconi in campagna elettorale è stata quella di abolire l'ICI sulla prima casa, ma sorprendentemente, a Catania la tassa è aumentata per far fronte al buco finanziario, stimato in circa 800 milioni di euro. L'ex sindaco nonché medico personale dello stesso Cavaliere, prima di "fuggire" per la poltrona in parlamento, con la sua giunta ha sperperato quasi tutto il patrimonio della città rasentando la bancarotta.

 

Un'altra questione, ma che rimane strettamente legata all'abolizione dell'ICI, è l'altra promessa che ha fatto "gola" alla maggior parte degli elettori siciliani di centrodestra: il Ponte sullo stretto. Ma chi è che realmente non vuole questa discussa e discutibile infrastruttura? Sembra proprio lo stesso governo che prima lo prometteva: le ultime dichiarazioni di Castelli e Berlusconi portano in questa direzione. Proprio in questi giorni l'ex guardasigilli della Lega ha tuonato che "prima del Ponte vengono le infrastrutture al Nord, un minuto dopo la loro costruzione, quelle al Sud". Le risorse per togliere l'ICI provengono anche dai fondi già stanziati per le infrastrutture di Sicilia e Calabria, e se non bastasse, Berlusconi in merito al ponte ha aggiunto che "Per quest'anno abbiamo sospeso i soldi".

Una bella farsa, insomma.

 

Sembra la beffa nella beffa, eppure al Comune erano tutti felici e contenti quando il commissario prefettizio Vincenzo Emanuele commentò l'aumento dell'ICI per tutti, anche sulla "prima casa", anche sulle case popolari di Librino.

L'aumento è stato deliberato per far fronte alla "voragine" finanziaria creata dalle mani esperte dell'ex sindaco Scapagnini, che prima di sedere in parlamento nelle file del Pdl si autoelogiò proprio così: "porto alla Camera la mia lunga esperienza di amministratore". Se le notizie sul dissesto finanziario a Catania si fossero diffuse con la stampa nazionale - che per l'appunto ha totalmente ignorato il problema - alle parole di Scapagnini mezza Italia si sarebbe messa le mani nei capelli.

Proprio per le sue attività da sindaco, Scapagnini è indagato per abuso d'ufficio aggravato per l'affaire parcheggi (cantieri tutti bloccati, chissà per quanti anni ancora) e condannato a 2 anni e 6 mesi per abuso d'ufficio e violazione della Legge elettorale: aveva concesso contributi previdenziali per i danni causati dalla cenere dell'Etna a tutti i dipendenti comunali tre giorni prima del voto.  

 

Il buco nel bilancio è così ampio che il commissario s'è visto costretto a contrattare il prezzo delle utenze, soprattutto quella della luce: tuttora oggi parti della città rimangono al buio proprio per l'inadempienza del Comune. La trattativa, degna di un mercato arabo in cui si negozia col mercante il prezzo di un tappeto, ha portato il Comune di Catania ad ulteriori debiti, visto che quello sulle bollette non pagate è stato finanziato - chissà con quali interessi - da un pool di banche "corse in soccorso" del comune moroso.

 

Adesso il governo Berlusconi, stravotato al Sud, promette l'abolizione dell'ICI. Da dove si prendono i soldi?  Anche dai fondi per le infrastrutture di Sicilia e Calabria, le due regioni "benedette" da un'altra promessa del Cavaliere, il Ponte sullo Stretto di Messina.

Sembra proprio un controsenso, ma nessuno sembra accorgersene. Questa Legge sarà varata sicuramente con il beneplacido di tutti i deputati Siciliani e Calabresi del centrodestra, chiechi e sordi di fronte alle insistenze della Lega che vuole "prima il Nord, poi il Sud" .

Ma è anche Berlusconi a dire che per quest'anno "abbiamo bloccato i fondi".

E' tutta da vedere anche la reazione del quotidiano catanese filoberlusconiano "La Sicilia", che nel periodo pre-elettorale ha prosciugato le penne nel promuovere la promessa del Ponte, giornale da sempre silenzioso sui danni causati alla città dall'ex sindaco.

 

Il taglio dei fondi per il Sud blocca la costruzione delle nuove tratte della metropolitana di Catania, già in progetto e pronte a partire. Prima era Totò Cuffaro a sottrarre i fondi alla metropolitana per costruire una non meglio definita "autostrada" nella Sicilia occidentale; adesso è Berlusconi a rendere sempre più "immaginaria" la data della fine dei lavori.

 

 

 




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Tags : ICI, Ponte sullo Stretto, Buco finanziario, Catania, Scapagnini, Berlusconi, Castelli, Infrastrutture, Bancarotta


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