 Tutto succede in pochi minuti: siamo nel quartiere Exarchia ad Atene, sono le 21 del 6 dicembre. Per le strade di questo quartiere "alternativo", perché sede di diversi centri sociali, luogo di ritrovo per studenti di sinistra, sede di alcuni centri di assistenza per extracomunitari e luogo di riferimento per il movimento anarchico, passa l'ennesima volante dei corpi speciali della polizia, che pressa incessantemente questa parte della città, quasi alla ricerca dello scontro.
Atene, nelle ore precedenti, era stata protagonista della protesta studentesca contro il nuovo provvedimento del governo, che equipara alle lauree gli attestati rilasciati da alcuni enti privati operanti in Grecia ma con sede all'estero.
Per strada, in quel momento, c'è anche un gruppo di ragazzi che alla vista dell'auto con a bordo due agenti, inizia a lanciare sassi e bottiglie vuote contro la volante.
Gli agenti si fermano e scendono dall'auto: uno dei due fa esplodere una granata stordente, mentre l'altro estrae la pistola e spara, prendendo la mira, contro i ragazzi uccidendo a sangue freddo Alexandros Andreas Grigoropoulos, poco più che 15enne.
Alcuni testimoni affermano addirittura che la volante si sia fermata solo a fronte
di insulti verbali, e che neanche in seguito siano avvenuti lanci di oggetti. In ogni caso gli agenti non sono mai stati in pericolo di vita, sembra che neanche l'auto su cui viaggiavano abbia riportato danni. Da alcuni video diffusi dalle tv greche, si apprende che a terra, sul luogo dell'omicidio, non sarebbero stati ritrovati né sassi, né pezzi di legno e nemmeno bottiglie vuote.
A provocare sono stati i due agenti
Numerosi testimoni, soprattutto esterni al gruppo di cui faceva parte Alexandros, dicono chiaramente che la dinamica dei fatti è totalmente diversa da quella "ufficiale".
Sembra che la volante in un primo momento è andata via, poi ha fatto marcia indietro e i due agenti sono usciti dall'auto già con le pistole in mano. Un anziano, sul luogo al momento dell'omicidio, ha chiaramente detto che il gruppo era composto quasi esclusivamente da ragazzini e che gli agenti hanno iniziato a provocare: "forza stronzetti, frocetti, fatevi sotto". Il gruppo a quel punto s'è avvicinato, e uno dei poliziotti ha preso di mira proprio Alexandros, sparando.
Mentre gli amici del ragazzo trascinavano via Alexandros che sarebbe morto un quarto d'ora dopo, gridando chiaramente ai poliziotti che avevano ferito uno di loro, questi si sarebbero allontanati con calma, tornando in auto ed andandosene. Due testimoni hanno confermato questa versione dei fatti anche alla tv nazionale.
La protesta prima dell'omicidio
Nei giorni precedenti, in Grecia ma sopratutto ad Atene, vi erano state importanti manifestazioni di protesta contro il provvedimento del governo, grazie al quale gli attestati rilasciati da istituti privati operanti in Grecia ma con sede all'estero, venivano equiparati alle lauree.
Il governo greco, espressione di una maggioranza di destra, aveva già notevolmente perso buona parte della popolarità a seguito di altri interventi in campo economico. Sembra che il governo stia tentando una riforma dell'istruzione pubblica, cercando di sbilanciare lo Stato verso i privati e il sistema d'istruzione privato. Una coincidenza con quello che sta accadendo in Italia?
Dopo la morte di Alexandros
In poche ore la notizia dell'uccisione di Alexandros s'è diffusa in tutta la Grecia, e sono scoppiati tumulti e rivolte in tutto il paese, soprattutto nel nord, a Salonicco e Patrasso. Dalla Grecia testimoni parlano di guerriglia urbana, molte città sono state messe a ferro e fuoco per gli scontri tra manifestanti e polizia. I cortei anche spontanei, che vedono la partecipazione di migliaia di persone, si stanno svolgendo su tutto il territorio ellenico ma anche all'estero e anche in Italia, dove per il 10 dicembre sono previste manifestazioni in alcune città.
Subito dopo la morte di Alexandros, molta gente del quartiere Exarchia è scesa in strada contro la polizia.
Gli atenei sono in rivolta ed in stato di agitazione permanente, alcuni anche occupati. Alle proteste partecipano anche numerosi docenti. Gli studenti di ogni ordine e grado sono stati invitati dal movimento a disertare scuole ed università.
Oggi le proteste si sono acuite, e nelle città greche sono state incendiate banche, cassonetti e auto della polizia, e non sono mancati violenti scontri con le forze dell'ordine.
Il governo greco promette repressione
Il premier Costas Karamanlis ha respinto le dimissioni del ministro dell'Interno, e pur assicurando una punizione esemplare per gli agenti arrestati con l'accusa di omicidio volontario, ha promesso che userà la forza contro le manifestazioni incontrollate. Queste dichiarazioni hanno avuto l'effetto della benzina sul fuoco, accentuando di molto le proteste già in corso. Anche al funerale del ragazzo la polizia ha usato i lacrimogeni per disperdere alcuni manifestanti. Alcuni partiti all'opposizione e vicini alla protesta, hanno chiesto le dimissioni del primo ministro.
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