Controinfo.org è un sito amatoriale catanese che nasce per (contro)informare, con l'ambizione di scrivere ciò che i mass media mainstream non dicono. Controinfo.org è ripartito dall'inizio, servono volontari, appassionati di giornalismo, che vogliono scrivere di politica, opinioni, fatti, cronaca. Notizie che in altri luoghi non vengono trovate. Per fare ciò serve un'ampia collaborazione, da parte di chi è appassionato o da chi vuole finalmente vedere un proprio pezzo on-line. Controinfo.org è libero ed aperto a tutti, non ha introiti pubblicitari, non è una testata giornalistica e tutti i testi sono rilasciati sotto licenza Creative Commons. Inizia oggi a scrivere su Controinfo.org!
Altro episodio violento che vede protagonista la polizia ieri sera a Catania. Sei militari e due poliziotti, dopo essersi avvicinati spingendo
violentemente alcuni ragazzi del centro che si trovavano davanti la
porta, sono entrati all'interno del Csa Auro in via Santa Maria del Rosario: i poliziotti con torce e radio e i militari con
pistole ad altezza uomo. Sono stati respinti, ma i diverbi sono continuati per parecchio tempo davanti il centro sociale. Un'azione immotivata "che ha terrorizzato tutti i ragazzi che stavano
passando una tranquilla serata dentro il centro, e si sono trovati una
pistola puntata davanti".
"Un’aggressione terribile che mi segnerà tutta la vita. Mai avuto tanta
paura. Mi stavano ammazzando di botte". Marinella Alotto, 46 anni,
ambulante di Borgone parla a fatica da un letto della stanza 9 del
reparto di ortopedia dell’ospedale di Susa dov’è ricoverata dalla tarda
serata dell’altro ieri. I medici dopo i primi accertamenti effettuati
nella mattinata anche alle Molinette di Torino l'hanno giudicata
guaribile in 30 giorni. Ha una frattura al setto nasale, un trauma
cranico con ferita lacero contusa, piccole fratture agli zigomi sotto
gli occhi e lesioni varie in tutto il corpo, in particolare sul braccio
destro e al basso ventre, dove oggi sarà sottoposta a esami più
approfonditi. «E' come se fosse stata investita da un'auto» dice il
marito Paolo Ala, anche lui ambulante, seduto accanto al suo letto.
Marinella e Paolo erano fra quei circa trecento No Tav che alle 19
dell’altra sera si sono scontrati con le forze dell’ordine che li hanno
caricati per difendere il sito S72 in frazione Coldimosso di Susa.
Ieri sera alle 19 (17 febbraio 2010, n.d.a.), durante un presidio No Tav in Val di Susa in località Coldimosso per bloccare il nuovo sondaggio preliminare per la tratta ad alta velocità Torino-Lione, si sono verificati alcuni scontri tra manifestanti e polizia. In una violenta carica effettuata da un reparto della Guardia di Finanza in tenuta antisommossa, alcuni manifestanti sono stati accerchiati e spinti a terra, e qui, inermi, avrebbero subito il pestaggio da parte di alcuni membri delle forze dell'ordine che a gruppi e a suon di calci, pugni e manganellate hanno ferito gravemente Simone - un ragazzo anarchico - che ha riportato un ematoma cerebrale. Il ragazzo, rimasto sempre cosciente, ha riferito nei primi momenti di non sentire le gambe. Trasportato d'urgenza al pronto soccorso, adesso si trova ricoverato in prognosi riservata nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale Molinette di Torino. Dalle ultime notizie si apprende che è stabile e che i medici non ritengono necessario un intervento chirurgico. Sempre durante la stessa carica, un'attivista No Tav ha subito vistose ferite alle braccia e al volto. Anch'essa è ricoverata in ospedale ma non sembra aver riportato, fortunatamente, gravi conseguenze.
Il nuovo anno si apre malissimo per la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Ateneo di Catania: Il c.d.f. ha già deliberato il licenziamento di 18 dipendenti tra il personale T.A., su 33 totali, tutti con contratto a progetto. Il mix esplosivo precariato-riforma Gelmini, è scoppiato cinicamente tra Natale e capodanno, proprio come un bel regalino.
18 famiglie, in un contesto generale di crisi, risentiranno fortemente delle decisioni scellerate del ministro dell'Istruzione, che in giro per l'Italia hanno già mietuto numerose "vittime". Questo episodio è un'altra dimostrazione lampante che l'ultima riforma non attacca affatto i "baroni", gli sprechi o i privilegi all'interno degli atenei, come è visibile a Catania tra auto blu e spettacolini in piazza Università e ai Benedettini, altra bellissima sede dell'ateneo catanese.
Attacca invece l'ultima ruota del carro, l'anello più debole della catena: i lavoratori. Ma oltre il danno c'è anche la beffa: infatti è proprio nei verbali del c.d.f. del Maggio scorso che i 33 dipendenti vengono definiti "indispensabili per la continuazione delle attività all'interno della facoltà". Quindi dito puntato anche contro il Preside.