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Bambini palestinesi usati come scudi umani dall'esercito israeliano
Scritto da Fabrizio Oliveri   
martedì 24 marzo 2009
 

gaza.jpgUn dossier del Guardian mostra le prove: droni, fosforo bianco e attacchi a medici e strutture sanitarie.

 

Dopo 1400 morti, di cui oltre 300 bambini, il testo presentato alla conferenza sul razzismo dell'ONU “Durban II” (a Ginevra dal 20 al 25 aprile), parla proprio di crimini di guerra, accusando Israele di aver violato i diritti umani internazionali tramite «la tortura, il blocco economico, le gravi restrizioni di movimento e la chiusura arbitraria dei territori».

Le accuse sono reali ed evidenti, ma non sono bastate al ministro Frattini, che ha tacciato la conferenza di “antisemitismo”, che – vocabolario alla mano  – significa “odio e discriminazione nei confronti degli ebrei”. Chiunque si azzarda a criticare lo stato d'Israele e le sue politiche economiche e militari viene sistematicamente accusato di essere antisemita, e per un gioco rovesciato si rischia di passare per razzisti, se si contesta l'uso sproporzionato della forza e del terrore contro le popolazioni palestinesi inermi.

Purtroppo è una tattica usata anche da numerosi israeliani, che mettendo in campo il razzismo nei loro confronti perché “ebrei”, discendenti delle vittime dell'Olocausto, vedono avallarsi gli abominevoli crimini di guerra che adesso tocca a loro esercitare, come se fosse un diritto e un riscatto per quanto subìto dai loro antenati in passato, strumentalizzando per fini ignobili un altro ma altrettanto abominevole episodio storico.

Proprio oggi però, il Guardian – autorevole quotidiano britannico – titola “Ecco le prove”, un dossier che mette nero su bianco le atrocità e le violenze perpetrate dall'esercito israeliano nei confronti dei civili palestinesi.

Tags : Articoli, Mondo, Palestina, Bambini, Crimini di guerra, Israele, fosforo banco, dossier, Guardian
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Rivolta in Grecia: Alexandros, 16 anni, assassinato dalla polizia
Scritto da Fabrizio Oliveri   
lunedì 08 dicembre 2008
 
alex.jpgTutto succede in pochi minuti: siamo nel quartiere Exarchia ad Atene, sono le 21 del 6 dicembre. Per le strade di questo quartiere "alternativo", perché sede di diversi centri sociali, luogo di ritrovo per studenti di sinistra, sede di alcuni centri di assistenza per extracomunitari e luogo di riferimento per il movimento anarchico, passa l'ennesima volante dei corpi speciali della polizia, che pressa incessantemente questa parte della città, quasi alla ricerca dello scontro.
Atene, nelle ore precedenti, era stata protagonista della protesta studentesca contro il nuovo provvedimento del governo, che equipara alle lauree gli attestati rilasciati da alcuni enti privati operanti in Grecia ma con sede all'estero.
Per strada, in quel momento, c'è anche un gruppo di ragazzi che alla vista dell'auto con a bordo due agenti, inizia a lanciare sassi e bottiglie vuote contro la volante.
Gli agenti si fermano e scendono dall'auto: uno dei due fa esplodere una granata stordente, mentre l'altro estrae la pistola e spara, prendendo la mira, contro i ragazzi uccidendo a sangue freddo Alexandros Andreas Grigoropoulos, poco più che 15enne.
Alcuni testimoni affermano addirittura che la volante si sia fermata solo a fronte di insulti verbali, e che neanche in seguito siano avvenuti lanci di oggetti. In ogni caso gli agenti non sono mai stati in pericolo di vita, sembra che neanche l'auto su cui viaggiavano abbia riportato danni. Da alcuni video diffusi dalle tv greche, si apprende che a terra, sul luogo dell'omicidio, non sarebbero stati ritrovati né sassi, né pezzi di legno e nemmeno bottiglie vuote.
 
 A provocare sono stati i due agenti
 
Numerosi testimoni, soprattutto esterni al gruppo di cui faceva parte Alexandros, dicono chiaramente che la dinamica dei fatti è totalmente diversa da quella "ufficiale".
Sembra che la volante in un primo momento è andata via, poi ha fatto marcia indietro e i due agenti sono usciti dall'auto già con le pistole in mano. Un anziano, sul luogo al momento dell'omicidio, ha chiaramente detto che il gruppo era composto quasi esclusivamente da ragazzini e che gli agenti hanno iniziato a provocare: "forza stronzetti, frocetti, fatevi sotto". Il gruppo a quel punto s'è avvicinato, e uno dei poliziotti ha preso di mira proprio Alexandros, sparando.
Mentre gli amici del ragazzo trascinavano via Alexandros che sarebbe morto un quarto d'ora dopo, gridando chiaramente ai poliziotti che avevano ferito uno di loro, questi si sarebbero allontanati con calma, tornando in auto ed andandosene. Due testimoni hanno confermato questa versione dei fatti anche alla tv nazionale.
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Il vecchio controinfo.org
Scritto da Fabrizio Oliveri   
sabato 06 dicembre 2008

Sono lieto di annunciare che finalmente sono in corso di ripristino gli articoli più significativi del vecchio controinfo.org, che sembrava ormai perso nei meandri dei miei hard-disk.

C'è molto materiale interessante, scritto anche dai vecchi collaboratori del sito.

Tutti i vecchi articoli e notizie saranno raggiungibili attraverso l'archivio e la ricerca.

 
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